Scheda: la cimice dell’olmo (Arocatus melanocephalus)

L’Arocatus melanocephalus, è un insetto (emittero ligeide) di piccole dimensioni (6-7 mm di colore nero con disegno rosso) , noto da tempo, che ha creato e si è segnalato per le molestie che crea in ambiente urbano solo a partire dal 1999/2000, prima segnalazione comune di Carpi e Modena.
Si pensava fino a poco tempo fa che fosse addirittura un “insetto utile” (è presente nel territorio Italiano da oltre cento anni), in qualità di predatore di afidi. In realtà, pur sapendo per certo che questo insetto non è dannoso né pericoloso per la salute, non punge e non trasmette alcun tipo di malattia e non è pericoloso neppure per gli animali, la sua presenza è molto fastidiosa, a causa del numero di adulti che possono annidarsi dentro le abitazioni e anche perché, una volta disturbati, emettono un odore sgradevole, prodotto dalle ghiandole repugnatorie.

L’insetto sverna come adulto nelle case, in luoghi riparati e più remoti, all’interno dei rotolanti delle finestre, nei tessuti, nei letti etc.(fessure dei muri, rivestimenti ed infissi delle case) e poi, nelle giornate più calde di fine inverno ed inizio primavera, esce dai luoghi di svernamento e raggiunge gli olmi, dove si nutre dei frutti, le samare. Compie una sola generazione l’anno e l’accoppiamento fra i maschi e le femmine avviene durante il periodo di nutrizione. Dalle uova fuoriescono le forme giovanili e quindi gli adulti a fine primavera iniziano i voli per la ricerca dei rifugi.

La diffusione della cimice dell’olmo (Arocatus melanocephalus) è una problematica recente (circa 15 anni), presente in tutto il Nord Italia, e non sono ancora state individuate procedure di lotta efficaci. La lotta risulta particolarmente difficile perché la cimice trascorre un periodo limitato del suo ciclo vitale sugli alberi, rispetto al tempo che invece trascorre nelle abitazioni.

Inoltre, in ambiente urbano la realizzazione di interventi di disinfestazione è particolarmente difficile, sia perché la normativa nazionale sull’uso di antiparassitari in ambiente urbano è divenuta molto stringente sulle possibilità d’intervento, sia per il rischio oggettivo di provocare seri problemi di salute ai cittadini allergici con irrorazioni di prodotti in chioma, anche se di tipo biologico.

Al fine di ridurre il disagio nelle case si consiglia ai cittadini l’utilizzo di zanzariere, la rimozione anche meccanica degli adulti dai rifugi (con aspirapolvere o getti d’acqua) ed il ricorso non indiscriminato ad insetticidi ad uso domestico a bassa tossicità, preferibilmente a base di piretrine di sintesi o naturali.

Non effettuare trattamenti insetticidi contro insetti simili ad Arocatus melanocephalus ma non molesti:
– Oxycarenus lavaterae: vive su Malvacee (es. malva e ibisco) e, in estate, si ammassa sui tronchi di piante arboree (soprattutto tiglio);
– Pyrrhocoris apterus: vive a spese di piante spontanee;
– Arocatus longiceps: vive sul platano, è molto simile all’Arocatus dell’olmo ma, a differenza di quest’ultimo, non ha tendenza ad ammassarsi negli edifici.

(agosto 2019)

 

 

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