Convegno Giovanni Morelli – La sicurezza degli alberi in ambito urbano: limiti e prospettive della valutazione di stabilità

La Valutazione di stabilità è un processo di descrizione qualitativa ed, almeno entro certi limiti, quantitativa della propensione di un albero ad incorrere in cedimenti strutturali in ragione della sua interazione con il mondo fisico che lo circonda.

Tale propensione prende il nome di pericolosità.

Divenuta una comune pratica di analisi delle alberature in ambito urbano, la Valutazione di Stabilità, dopo aver assolto un fondamentale ruolo di controllo della sicurezza per cose o persone, si sta rivelando una pratica spesso assai onerosa e, talvolta, tecnicamente inadeguata alla compiuta prevenzione dei cedimenti strutturali degli alberi.

Negli ultimi anni, tuttavia, nuove acquisizioni scientifiche e più raffinati approcci metodologici affrono ampie opportunità di riflessione su questa attività diagnostica.

Lo studio degli alberi in chiave morfofisiologica, la rivisitazione del concetto di difetto strutturale e la sua relativizzazione alle caratteristiche individuali dell’albero che lo manifesta, l’accettazione del cedimento strutturale come un elemento della fisiologica autodeterminazione della forma arborea si inseriscono a pieno titolo in questo nuovo approccio alla valutazione di stabilità.

Sempre più importante è poi lo spostamento dell’attenzione dal cedimento strutturale in sé alle conseguenze dello stesso, ovvero alla definizione ed, eventualmente, alla categorizzazione di quello che chiamiamo rischio. Mitigazione del rischio, livello di rischio accettabile ed incomprimibilità relativa dello stesso stanno divenendo concetti via via più diffusi.

Sono scenari che, da un lato, delineano successioni logiche, sinergiche e consequenziali per inediti profili di competenza: valutatore della stabilità, valutatore del rischio e gestore del rischio. Dall’altro lato si tratta di scenari che impongono una nuova consapevolezza tanto nei gestori degli alberi pubblici che nei privati cittadini.

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