Coperture a verde e regimazione delle acque meteoriche

Il verde pensile è uno strumento per la compensazione delle superfici naturali (o pseudo tali…!) sottratte a causa dell’edificazione. Tale compensazione si può esplicare in diversi ambiti, secondo diverse modalità e in diversa misura.
La copertura a verde riprodotta nell’immagine è stata realizzata in Germania nell’anno 2000 con un estensivo a “prato naturale” di ca. 43.000 m². Per prato naturale si intende l’utilizzo di associazioni di erbacee prative e perenni, possibilmente autoctone della zona limitrofa, che richiedono interventi di manutenzione estremamente limitati, non più di uno o due all’anno. Questi interventi hanno lo scopo di controllare la funzionalità dei sistemi e degli elementi tecnici (scarichi, pozzetti, sistemi di fissaggio dell’impermeabilizzazione) e di allontanare l’eventuale vegetazione infestante indesiderata, soprattutto arborea, che si può essere insediata.
A parte il beneficio, molto evidente nella foto, portato dall’integrazione della copertura nel paesaggio circostante, notevole è il beneficio in termini di regimazione delle acque meteoriche.
Per rendere maggiormente comprensibile e percepibile questo tipo di vantaggio è sufficiente fare due semplici calcoli, naturalmente estremamente indicativi e a solo scopo dimostrativo , dato che occorrerebbe conoscere precisamente le caratteristiche climatiche del sito e la tipologia esatta di stratificazione.
Alla superficie agricola distrutta, a causa dell’edificazione del magazzino, può essere, convenzionalmente, attribuito un coefficiente di deflusso medio annuo pari a Ψ = 0,1. Possiamo, quindi, considerare una piovosità media annua pari a 760 mm (Ad esempio quella tipica della zona di Stoccarda). I 45.000 m² di superficie agricola preesistente, annualmente, erano quindi in grado di trattenere, mediamente, il 90% della pioggia caduta, rilasciando una quantità pari a solo ca. 3.420 m³/anno.

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