Esperienza di controperizia sulla stabilità delle piante

Si è accertato che le radici sono state tagliate dallo scavo.
Come si evidenzia nella foto n 1 (allegata), all’altezza del taglio praticato, all’epoca del sinistro; si evidenzia una alterazione ipnocheuretica di tipo endofitico. Valutati i fatti e sui quali tutti concordano bisogna capire quanti e quali danni ne derivano al filare. Sulla funzione meccanica e di ancoraggio delle radici credo sia ovvio tutti concordano.
Pertanto è logico supporre, che un taglio delle radici determini una diminuzione della resistenza meccanica di ancoraggio dell’albero, pertanto l’albero risulta meno stabile, ora senza entrare nella polemica sulla presunta “plasticità” delle radici tutti possono convenire che un albero che abbia radici danneggiate sia un albero meno sicuro staticamente.
Tenuto conto dei costi molto elevati dell’indagine meccanica con il metodo SIM e per cui non applicabile ad una situazione come quella di Via Ariosto esiste un metodo che con costi inferiori all’indagine fatta con Tomografie e Resistograph di tipo comparativo testando con prove di carico alberi non danneggiati riesce a quantificare in termini quantitativi il danno meccanico derivato dal danneggiamento dell’apparato radicale che brevemente descrivo:

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