Esperienze della citta di Salerno sul controllo del punteruolo rosso delle palme

Al termine del primo anno di attività, di esecuzione del progetto di emergenza fitosanitaria, indotta dal “Rhynchophorus Ferrugineus”, finanziato dalla Regione Campania con decreto Dirig. N. 397 del 30.10.2007 al Comune di Salerno, che lo ha redatto nel corso del 2007, si trae un primo bilancio delle attività di quanto svolto per la lotta al Punteruolo Rosso.

Preliminarmente va chiarito che i trattamenti sono svolti, direttamente dal personale municipale, con dotazioni e mezzi in possesso dell’Amministrazione, e coordinati dallo scrivente.
Gli abbattimenti, come previsto dal progetto, sono eseguiti da imprese convenzionate che operano in regime di Direzione dei Lavori esterna all’amministrazione. Il Responsabile Unico del provvedimento è lo scrivente in quanto ricoprente anche il ruolo di Direttore del Servizio. In esecuzione del Progetto, si è provveduto a censire, sull’intero territorio cittadino, al 30 aprile 2009, n. 1940 palme.

Tutte georeferenziate sulle cartografie del territorio municipale. Di queste, n. 1692 risultano essere di proprietà pubblica (municipale) e n. 248 di proprietà privata. Nel corso di questo primo anno d’attività, sono state, complessivamente, abbattute n. 225 palme e, di queste, n. 91 nella proprietà pubblica e n. 134 in quella privata. Il progetto, nella sua stesura, prevede, altresì, il trattamento con docce, alla chioma, effettuate con impianti fissi, anch’essi considerati nell’elaborazione progettuale, irrorando con una miscela che si compone di clorpirifos metile, adesivante (per un migliore ancoraggio) e, naturalmente, acqua. I trattamenti sono eseguiti con cadenza di 20-30 giorni. Sono anche effettuate delle alternanze, nei periodi, d’avvio degli sfarfallamenti (aprile maggio) con repellenti a base di azadaractina, considerando un trattamento, con tale repellente, ogni due trattamenti effettuati con il clorpirifos metile.
Nell’esecuzione degli interventi si assume un criterio d’intervento che prevede almeno due giorni, precedenti al trattamento, di condizioni climatiche favorevoli, allo scopo di consentire una più agevole assimilazione della “miscela” ai soggetti trattati.

I dati risultanti dall’elaborazione delle informazioni ottenute, evidenzia che la percentuale complessiva di palme abbattute è pari al 11,60% di cui il 4,7% è di origine pubblica e il 6,9% di origine privata.
Tuttavia, se leggiamo il dato degli abbattimenti, relazionandolo alla consistenza pubblica e privata, a seconda dell’appartenenza dei soggetti abbattuti, allora si registra quella che è la vera sostanza della lettura dei dati rilevati. Infatti, risulta che il 5,37% è la percentuale di palme abbattute rispetto alla consistenza del patrimonio pubblico, nel mentre la percentuale di palme private abbattute, rispetto al patrimonio privato, sale, esponenzialmente, al 54,3%. Leggendo questi dati, con la considerazione che, praticamente, nel patrimonio privato non sono stati svolti trattamenti fitosanitari, con regolarità, se ne ricava, evidentemente, la probabile considerazione che, proprio i trattamenti, eseguiti invece, con regolarità, sul patrimonio pubblico, hanno consentito di contenere i danni del “nostro nemico”.

Tuttavia, pensare di aver vinto sarebbe un tragico errore. Intanto perché, come più volte abbiamo ripetuto, non è nota la lunghezza del tempo durante il quale dovremo continuare a trattare le nostre palme, con le indiscutibili ricadute ambientali che sono immaginabili. Inoltre, circostanza di non poco conto, l’efficacia del progetto approvato e le quote di finanziamento avranno durata triennale e, pertanto, occorre pensare al dopo.

Non ci sentiamo di dire, come qualcuno ha fatto sulle pagine di un importante quotidiano nazionale e, con enfasi, anche in televisione, di aver risolto il problema punteruolo rosso, operando con docce e trattamenti a base di clorpirifos metile, cosa che è fatta da costoro, già da alcuni mesi. Noi lo facciamo ormai da circa tre anni, notiziando, tutto, sul nostro sito municipale, in convegni, incontri ecc…, ma non ce la sentiamo di dire che il problema è risolto.
Abbiamo costantemente scambiate le nostre informazioni e lavorato con impegno senza pause, pensando sempre che per salvare le nostre palme, che continueremo a vigilare e trattare, non bisognava mai abbassare la guardia e pensare di avere, in tasca, verità.

Per questo motivo, pensiamo, invece, che del Rhynchophorus Ferrugineus si parlerà ancora e non come di un ricordo. Con questo spirito, riproduciamo, qui sotto una tabella dei dati raccolti e del loro sviluppo per fornire elementi di valutazione a chi volesse ritenere di farne.

Ad majora.

Biagio Scanniello
Direttore Verde Pubblico
Comune di Salerno

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