Scheda: Hyphantria cunea (simile alla processionaria del pino, ma innocua)

Questa specie, originaria del nord America, com’è facilmente intuibile dal suo nome volgare, è oggi diffusa su tutta la Pianura Padana e in molte altre regioni. Uno dei motivi del suo successo risiede nell’elevata polifagia: è stata, infatti, osservata su oltre 600 piante (arboree, arbustive ed erbacee) ma, anche se manifesta per alcuni alberi (gelso, acero negundo, salice) una particolare predilezione, non può essere considerata una vera avversità forestale in quanto alcune delle principali latifoglie dei nostri boschi (faggio, castagno e querce) sono poco danneggiate da questo defogliatore.

Si tratta di un lepidottero defogliatore polifago, di provenienza nord americana. La larva di Ifantria americana è simile a quella di Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) ma e’ assolutamente innocua per l’uomo e gli animali e anche il danno per le piante e’ generalmente molto limitato.

I forti attacchi di Ifantria sono probabilmente da ricondurre al riscaldamento globale: come per molti altri insetti, il contenimento naturale della popolazione del lepidottero avviene grazie a fattori abiotici, come la sensibilità alla bassa umidità e alle basse temperature. Il freddo invernale, ormai raro, è in grado infatti di eliminare le crisalidi non ben protette.

Se da una parte è preoccupante la relazione tra la diffusione delle fitopatologie e i mutamenti climatici, nel caso di Ifantria sono però ingiustificati gli allarmismi, spesso diffusi tramite social, per la somiglianza a Processionaria.

Come si combatte

La presenza dell’Ifantria nei parchi, nei giardini e in generale sul verde pubblico, è a ragione mal tollerata, sia per motivi di ordine estetico, sia perché può pregiudicare lo stato vegetativo delle piante sia, infine, per motivi di ordine igienico-sanitario (in presenza di massicce infestazioni, oltre a cibarsi di qualunque specie arborea, le larve dell’insetto si arrampicano lungo i muri delle abitazioni, soprattutto di quelli maggiormente esposti al sole).

Per combattere efficacemente Hyphantria cunea occorre impostare una strategia di lotta integrata, comprendente cioè varie tipologie di interventi. In particolare è fondamentale:

  • Effettuare monitoraggi sulle specie particolarmente suscettibili all’insetto (gelso e acero negundo). I rilievi vanno eseguiti all’inizio di giugno ed alla fine di luglio – inizio di agosto, verificando l’eventuale presenza dei caratteristici nidi siricei sulle foglie più giovani.
  • Asportare e distruggere con il fuoco i nidi del lepidottero man mano questi si sviluppano sulla chioma. In tal modo si eliminano le giovani larve che vivono in forma gregaria all’interno dei nidi stessi; è bene intervenire quando questi sono ancora composti da 3-5 foglie.
  • Un’altra tecnica utile per abbassare il livello di infestazione del fitofago, consiste nel mettere della paglia o delle strisce di cartone ondulato attorno al tronco degli alberi infestati. In questi ricoveri artificiali l’insetto si andrà ad incrisalidare; occorrerà poi eliminare il cartone e distruggere le crisalidi prima dello sfarfallamento degli adulti.
  • Numerose specie di uccelli (tortora, cuculo, rigogolo, storno, picchio rosso maggiore) sono ottimi predatori di larve di Ifantria. Per potenziare la loro azione sarebbe opportuno installare nelle aree verdi ove sono presenti piante ospiti dell’insetto (soprattutto nei parchi e nei giardini scolastici) alcuni nidi artificiali (in numero di 5-10/ha ad un’altezza compresa tra 2 e 4 metri) e qualche mangiatoia per nutrire gli uccelli anche durante i mesi invernali.
  • Per quanto riguarda i trattamenti contro l’insetto, H. cunea è efficacemente controllata da un preparato microbiologico: Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki, innocuo per l’uomo e per gli animali, per cui è particolarmente adatto all’impiego su verde pubblico. Il trattamento deve essere effettuato quando le larve sono ancora piccole, nelle ore serali ed in assenza di previsione di piogge. Avendo una bassa persistenza (4-10 giorni) si può effettuare una seconda distribuzione del prodotto, attenendosi comunque alle indicazioni riportate in etichetta. Relativamente all’attrezzatura meccanica da utilizzare per la distribuzione del formulato, si ricorda di verificare che tutta la chioma sia irrorata in maniera uniforme, in particolare sulle parti periferiche dove le larve si localizzano più frequentemente. In genere si consiglia di intervenire con Bacillus thuringiensis contro le larve di seconda generazione (indicativamente a fine luglio – inizio agosto) e di limitarsi all’asportazione meccanica dei nidi nei confronti di quelle di prima generazione.

Si veda anche:

Regione Piemonte: http://www.regione.piemonte.it/foreste/images/files/pian_gest/avversita/fitopatologie/latifoglie/5.pdf

Regione Lombardia: https://www.ersaf.lombardia.it/it/servizio-fitosanitario/organismi-nocivi/insetti-1544624942/pagina-hyphantria

Regione Emilia Romagna: https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/fitosanitario/temi/avversita/schede/avversita-per-nome/ifantria-americana-scheda

Regione Veneto: https://www.regione.veneto.it/c/document_library/get_file?uuid=c45ee732-3ff1-47d0-8487-864f71e98747&groupId=10701

 

 

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