NOTA relativa al GLIFOSATE

Gabriele Zecchin – Settore Fitosanitario della Regione Veneto

Questa breve nota ha lo scopo di chiarire brevemente la situazione del Glifosate, diserbante impiegato diffusamente in agricoltura ma anche in ambito extra-agricolo.

 A – Procedure di valutazione e revisione comunitaria del Glifosate

La sostanza attiva glifosate è stata approvata da ultimo a livello comunitario il 01/07/2002, e l’approvazione scade al 31/12/2015.

Nel 2013 è stata avviata la procedura di rinnovo. Tale procedura prevede che lo Stato Membro Relatore (in questo caso la Germania), predisponga una “bozza di rapporto di valutazione per il rinnovo”. Questa bozza viene fatta circolare tra gli Stati Membri, al fine di raccogliere osservazioni e pareri. Questo documento, predisposto dalla Germania, ha concluso che il glifosate non è cancerogeno.

Successivamente, in data 20 marzo 2015, è stata pubblicata da parte dello IARC – Istituto per la Ricerca sul Cancro -, che fa parte dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, una sintetica relazione in cui il glifosate viene classificato cancerogeno. In data 23 marzo 2015 è arrivata la risposta da parte dell’Istituto Federale tedesco per la Valutazione del Rischio (BfR) che aveva curato per conto della Germania la parte del rapporto relativa alla valutazione tossicologica e dei residui, che in sostanza conferma la validità del proprio operato.

A questo punto spetta all’EFSA – Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare – arrivare a delle conclusioni da sottoporre alla Commissione europea, che ha chiesto tempi possibilmente brevi. Per maggiori informazioni vedi http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/150730 .

Sulla base delle conclusioni dell’EFSA la Commissione approverà quindi un Regolamento in cui, se ritiene siano rispettati i requisiti previsti dal Regolamento base, il 1107/2009, rinnoverà l’autorizzazione della sostanza attiva, eventualmente con prescrizioni e limitazioni di impiego. Diversamente, se l’uso del prodotto non è ritenuto sicuro, sarà revocato.

Si precisa che, a livello nazionale, il Ministero della Salute non ha adottato alcun provvedimento, in attesa delle decisioni comunitarie.

B – Impieghi del glifosate

I prodotti fitosanitari a base di glifosate sono ampiamente utilizzati in ambito agricolo, extra agricolo e hobbistico.

In ambito agricolo sono utilizzati per il diserbo del sottofila delle coltivazioni arboree, fruttiferi, vite, olivo, noce. Sui seminativi, trattandosi di un erbicida non selettivo, viene usato per eliminare infestanti difficili (es. la sorghetta sulle stoppie del frumento) oppure per la pulizia dei letti di semina, non sempre realizzabile con le sole lavorazioni meccaniche.

In ambito extra agricolo il glifosate viene utilizzato per il diserbo totale di aree ed opere civili, sedi ferroviarie, bordi stradali.

In ambito hobbistico esistono specifiche formulazioni autorizzate come PPO (Prodotti per Piante Ornamentali). Si tratta di prodotti diluiti, pronti all’uso, di libera vendita, per un utilizzo “domestico” ossia su aree private.

C – La classificazione dei formulati a base di glifosate autorizzati dal Min. della Salute

Da un controllo su 29 formulati disponibili in commercio per uso extra agricolo, 10 formulati riportano frasi di pericolo per l’operatore, secondo la nuova classificazione CLP, di cui al regolamento 1272/2008, e precisamente:

5 formulati riportano la frase: H319 Provoca grave irritazione oculare

2 formulati riportano la frase: H318 Provoca gravi lesioni oculari

1 formulato riporta la frase: H317 Può provocare una reazione allergica cutanea

2 formulati riportano le frasi: H317 Può provocare una reazione allergica cutanea + H319 Provoca grave irritazione oculare;

altri 19 formulati non hanno frasi di rischio per l’operatore.

Nessuna etichetta riporta che il prodotto è cancerogeno.

La maggior parte dei formulati è classificata pericolosa per l’ambiente acquatico. Le frasi presenti in etichetta sono la H411 Tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata, oppure la H412 Nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.

D – Uso sostenibile e impiego di diserbanti

Il Piano di Azione Nazionale (PAN) sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (GU n. 35 del 12/02/2014), in vigore dal 13 febbraio 2015, prevede, al capitolo A.5.6, misure per la riduzione dell’uso o dei rischi derivanti dall’impiego dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili.

Il paragrafo A.5.6.1, relativo all’utilizzo dei prodotti fitosanitari ad azione erbicida in tale ambito, prevede il divieto dell’uso di erbicidi che riportano in etichetta determinate frasi di rischio. Inoltre il formulato non deve comunque contenere sostanze cancerogene.

Dalla verifica delle etichette e delle schede di sicurezza dei formulati a base di glifosate, risulta che alcuni prodotti non sono utilizzabili, mentre altri 19, sulla base della attuale classificazione, sono utilizzabili anche in ambiente frequentato dalla popolazione, in quanto non riportano frasi che ne prevedono l’esclusione in base al PAN.

 

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