P.A.N .Piano d’Azione Nazionale: come cambia la difesa del verde pubblico

Il riferimento della normativa è il Piano d’azione UE Ambiente 2002-2012 fondato su quattro
priorità:

  • Cambiamenti Climatici
  • Natura e Biodiversità
  • Ambiente Salute e Qualità della Vita
  • Risorse Naturali e Rifiuti

Le priorità sono strutturate su sette strategie tematiche: Ambiente Marino, Suolo, Aria, Uso
sostenibile dei Pesticidi, Ambiente Urbano, Riciclo dei Rifiuti, Risorse Naturali. Coerentemente con
le strategie tematiche indicate la Direttiva (CE) n.128 del 21/10/2009 “Istituisce un quadro di
Azione Comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei Pesticidi (GU-UE n.309 del 24/11/2009).
Gli obbiettivi conseguiti da questa direttiva sono cosi sinteticamente definiti:

  • Riduzione dei rischi e dei danni sulla salute umane e sull’ambiente
  • Riduzione e razionalizzazione dei prodotti chimici
  • Promozione e sviluppo della Difesa Integrata e Biologica

La realizzazione degli obbiettivi è affidata alla definizione di un Piano d’Azione Nazionale P.A.N Il piano deve essere strutturato sulla formazione per tutti gli utilizzatori professionali, compresi anche i distributori e i consulenti, il controllo periodico delle macchine per la distribuzione, salvaguardia e tutela delle acque e di aree specifiche, controllo per la manioolazione e stoccaggio dei prodotti chimici dei contenitori e rimanenze, Difesa integrata e agricoltura biologica.

L’Italia recepisce la Direttiva 128 del 2009 con il D.Lgs n.150 del 14/8/2012 e in forte ritardo emana il Piano d’Azione Nazionale pubblicato sulla GU n.35 del 12/2/2014 con il Decreto del 22 Gennaio 2014.

 

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