Un albero anche dopo Sanremo

Il Comune di Bologna, in occasione dell’ultimo festival della canzone italiana di Sanremo, svoltosi dall’1 al 6 marzo, ha allestito presso la Sala Borsa (una vera e propria piazza coperta nel cuore della città) un “bosco” di oltre 200 mq, composto da alberi, cespugli e specie erbacee.

L’idea è stata dei ragazzi di Radioimmaginaria, un gruppo di adolescenti dagli 11 ai 17 anni che, da una vera a e propria aula realizzata al centro del boschetto, ha trasmesso attraverso il proprio sito e sul canale Youtube, realizzando vari collegamenti quotidiani, nel corso dei quali non solo sono stati intervistati da remoto i cantanti in concorso, ma è stato dato ampio spazio a tematiche ambientali, comprese quelle relative al verde pubblico.

L’Associazione Pubblici Giardini ha aderito al progetto “Un bosco per Sanremo” e, nel corso di una delle trasmissioni (quella di giovedì 4 marzo), il delegato dell’Emilia Romagna, Marco Valtieri, ha rilasciato una intervista nel corso della quale ha potuto spiegare agli ascoltatori le finalità dell’Associazione e le principali tematiche legate alla gestione del verde pubblico.

Al termine dell’iniziativa, gli esemplari arborei utilizzati per l’allestimento (lecci, eucalipti, e ulivi) sono stati messi all’asta per motivi benefici e il ricavato è stato destinato all’organizzazione di volontariato “Cucine Popolari”, nata dall’iniziativa Roberto Morgantini che, insieme alla moglie Elvira, ha creato un progetto solidale di inclusione e solidarietà aperto a tutti. Nelle tre Cucine attualmente operative a Bologna, i più bisognosi possono fare colazione, pranzare e cenare senza pagare alcunché e chiunque può sedersi a tavola accanto ai meno fortunati, pagando ciò che vuole o che può. Cucine Popolari non riceve alcun finanziamento pubblico e funziona grazie alle donazioni e al recupero delle eccedenze raccolte in larga parte dai mercati generali e dalla grande distribuzione (da dove arrivano i prodotti prossimi alla scadenza), mentre pasticcerie e bar provvedono a rifornire le Cucine con caffè e dolcetti per la colazione.

Ovviamente, Pubblici Giardini non poteva non partecipare all’asta benefica, contribuendo in questo modo a sostenere questo importante progetto sociale. E, così, ha acquistato un esemplare di leccio (Quercus ilex), soprannominato “Bernard” in onore del ventiduenne Bernard Dika, nominato Alfiere della Repubblica Italiana dal presidente Sergio Mattarella per il suo impegno profuso a stimolare i suoi coetanei a partecipare attivamente alla vita pubblica, nonché consigliere d’amministrazione, dal 2018, del Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, luogo in cui si è consumato uno dei più atroci eccidi nazifascisti del secondo conflitto mondiale.

La pianta, a fronte di un accordo con l’arcivescovo di Bologna monsignor Matteo Maria Zuppi è stata poi donata alla Chiesa di Bologna e, grazie anche al fattivo contributo di Avola società cooperativa (che ha provveduto a proprie spese al trasporto e alla piantagione dell’albero), Bernard è stato messo a dimora all’interno del bellissimo parco del seminario arcivescovile di Bologna, ubicato sulla prima quinta collinare e a dominare il centro storico cittadino. Lo si può notare nell’aiuola posta proprio di fronte all’ingresso principale del grande complesso religioso, ad affiancare alcuni grandi esemplari arborei che rendono particolarmente scenografica questa parte del parco.

E così, dopo il leccio messo a dimora all’interno dei giardini vaticani nel 2014, un altro albero donato dall’Associazione Pubblici Giardini è andato ad abbellire uno spazio verde ammantato di religiosità, a significare, in fondo, che davvero i giardini sono i paradisi del mondo.

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