CROLLO DI UN LECCIO A VENEZIA: QUALCHE APPROFONDIMENTO E PROSPETTIVE FUTURE.

Lo scorso 2 giugno è schiantato un albero in Piazzale Roma a Venezia causando 7 feriti. Sono eventi che suscitano clamore, sconcerto e molta rabbia. Giustamente! Condivido il pensiero espresso in un post dal prof Francesco Ferrini, docente universitario; l’approccio più corretto è considerare la complessità della materia, il fatto che stiamo trattando di un albero, un organismo vivente, soggetto a una serie di dinamiche difficili, ostiche se non ostili in ambito urbano; più che un colpevole, il capro espiatorio di turno, è importante cercare di capire l’errore per trasformarlo in conoscenza e quindi in migliori pratiche.

E quali sono queste migliori pratiche?

Sicuramente considerare il valore degli alberi, della vegetazione e degli spazi verdi in ambito urbano che sono fonte di enormi benefici (i Servizi Ecosistemici), indispensabili per la nostra sopravvivenza e per una migliore qualità di vita. Se ci fosse maggior consapevolezza sul fatto concreto che gli alberi sono dei potenti alleati forse sarebbero assegnate risorse più adeguate per poter gestire in modo più consono un Patrimonio (il nostro patrimonio Verde), indispensabile per poter vivere bene e in salute. Ci offrono un valore importante e quindi impegnare una spesa significa investire, non spendere (cioè chi più spende, meno spende).

Invece, spesso e volentieri, chi opera in questo settore deve combattere per avere risorse basilari per una corretta gestione; viene ancora poco o per niente considerata la Pianificazione Verde, come anche la Progettazione Verde, ma anche dover combattere con altri settori che intervengono nella Zona di Pertinenza degli Alberi non conoscendo e non considerando l’importanza degli apparati radicali (che sono invisibili per i non addetti ai lavori), e dei danni che spesso vengono causati da chi si occupa di altre infrastrutture.

Da approfonditi studi scientifici, cioè da dati oggettivi raccolti da scienziati e istituti di ricerca come ISPRA, sappiamo che le Infrastrutture Verdi (cioè gli alberi e gli spazi verdi), ci offrono molti più benefici che problemi. In un rapporto di almeno 8 a 1. Luogo comune, invece, è che gli alberi, la vegetazione e gli spazi verdi, siano solamente un problema e un costo.

Forse è per questo che la spesa media in Italia per la gestione del verde urbano si attesta tra € 1,00 e € 1,50 al mq. (quando va bene), mentre in Europa il costo si attesta in valori ben superiori, fino a € 10,00 al mq. Le infrastrutture verdi, infatti, ci offrono servizi ecosistemici per un valore economico di almeno € 8,00 al mq.

La conclusione è chiara

Se ci vengono offerti molti benefici multipli, per un valore economico importante, ogni città, grande o piccola, dovrebbe investire per avere tecnici qualificati e competenti e giuste risorse per gestire la Foresta Urbana Pubblica. L’Associazione Pubblici Giardini, che riunisce tecnici del settore che con competenza e passione (scienza e coscienza), puntando alla formazione continua (perché sappiamo che abbiamo tutti tanto da imparare, sempre!), grazie a tecnici competenti e condividendone i contenuti con la S.I.A. (Società Italiana di Arboricoltura), ha aggiornato le “Linee guida per la gestione della Foresta Urbana Pubblica”, che sono la più recente fonte per un corretto approccio di gestione dei nostri patrimoni arborei pubblici. Ora, grazie anche alla collaborazione di ANCI, sono in corso di divulgazione.

 

Creazzo, 6 giugno 2025

Associazione Pubblici Giardini

Presidente

Alessandro Bedin

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