1 – 1 – 2026
Negli ultimi giorni del 2025 sono state pubblicate due lettere, una da parte di Luigi Lazzari, presidente Legambiente Veneto (il Mattino Padova), e l’altra del prof. Francesco Ferrini, in risposta a movimenti popolari di tutela degli alberi che sui social hanno una gran presa sul pensiero veloce e spesso, purtroppo, anche superficiale.
Le considerazioni espresse nelle due note sopra citate le condivido in pieno ma vorrei anche rilanciare con alcuni approfondimenti. Le Pubbliche Amministrazioni (PA), e i tecnici pubblici sono spesso presi di mira ma credo che bisognerebbe adottare, da parte di tutti, cittadini e PA, un approccio volto a mettersi nei panni gli uni degli altri per comprendere, da un lato “il grande disagio” e impotenza che manifestano cittadini e Associazioni e, dall’altro, le difficoltà ad operare nella PA con “Scienza e Coscienza” e quindi avere a cuore l’amore di grandi esseri che ci offrono enormi benefici gratuitamente ma anche considerare aspetti di sicurezza e rischio, oltre che una corretta pianificazione, come giustamente espresso dal prof. Francesco Ferrini.
Un approccio che deve anche essere improntato, da parte della PA, con il buon esempio e la coerenza (a partire dall’essere dotati degli strumenti essenziali minimi – Censimento, Regolamento e Piano del Verde), che purtroppo in tanti casi, ahinoi, non è possibile riscontrare quando per esempio si ricevono segnalazioni di interventi da parte di Amministrazioni Pubbliche che indicare poco o per nulla ortodossi è un eufemismo. D’altro canto non è possibile affrontare aspetti tanto complessi, com’è la gestione del Patrimonio Arboreo Pubblico, attraverso strumenti di comunicazione che possono essere anche molto superficiali e veloci, come sono spesso i social (anziché con approfondimenti tecnici che bisognerebbe sempre dover fare, cioè partendo dalla giusta conoscenza). Credo che l’Associazione Pubblici Giardini, costituita da tecnici e giardinieri con 350 soci in tutta Italia (che rappresenta però meno del 5% della PA), possa essere un riferimento per cercare di affrontare il problema in modo equilibrato e serio partendo dall’analisi caso per caso ed evitando di generalizzare. Spesso, se un albero debba essere tolto (e sostituito), dipende da una serie di aspetti non banali né da banalizzare.
L’Approccio deve anche essere di umiltà, da parte di tutti (perché nessuno ha la verità assoluta), riconoscendo la competenza di professionisti con esperienza e passione che dovrebbero essere ascoltati prima di trarre giudizi affrettati. E’ confrontandoci, con umiltà, competenza e trasparenza, che potremmo avere città più verdi, sane ed accoglienti.



